NEWS: "La risposta del sindaco Poli al comunicato della minoranza non si fa attendere"..... Prenota anche tu l'adesivo di Radio Margherita Gorfigliano ..... NEWS: "La minoranza del Comune di Minucciano esprime la propria soddisfazione"..... RADIO MARGHERITA da oggi in diretta sul nostro giornale, ascoltarla è un piacere perché è la "radio senza fronzoli"..... NEWS: Opposizione:"CAOS NEL COMUNE DI MINUCCIANO: FARNETICAZIONI DEL SINDACO"..... NEWS: "Il Sindaco Poli descrive la situazione attuale e si sfoga"..... NEWS: "Neve: caos nel comune di Minucciano"..... NEWS: "Nasce Telepisanino"..... SPORT: "Il record ancora imbattuto di Domenico Berti".....

'l baracchin d'l paroloun

 Pubblichiamo nuovamente una storia di Maria Assunta Torre, dove ci racconta del nostro passato, di quello che era Gorfigliano al tempo della Seconda Guerra Mondiale, di come vivessero i gorfiglianesi in quel preciso momento storico. M. Assunta ci ha messo a disposizione altre due storie bellissime, che pubblicheremo con calma nei prossimi giorni; ne approfittiamo per ringraziarla vivamente pregandola di fornirci più materiale possibile. Intanto, godetevi questa...


C'era una volta... a Gorfigliano nella selva in località i "Poggioni", un piccolo capanno detto il "Baracchin d'l Paroloun".


Paroloun era il soprannome del padrone che si chiamava Domenico. Era tempo di guerra e ci si rifugiarono dei soldati, tre slavi e un russo. Nessuno sapeva il perché e come fossero arrivati lì. Il giorno non si vedevano, ma all'imbrunire, a turno scendevano guardinghi dalla selva e andavano da mia nonna che abitava vicino per farsi dare un po' di cibo. La nonna, pensando a suo figlio anche lui alla guerra, dava loro quel poco che poteva. Qualche fetta di polenta da "ciaccio" o da "form'ntoun", una cartata di "ballocco", una fetta di lardo... purtroppo era miseria per tutti. Una sera, tutti e quattro arrivarono di fretta dai miei nonni, dissero che dovevano partire subito, salutarono in italiano stentato, ma comprensibile. Lasciarono alla nonna una coperta militare, al nonno un colbacco e a mia madre che era ragazzina, promisero, guardandole gli zoccoli, che se ripassavano da lì le avrebbero portato un paio di scarponi. Erano trascorsi pochi giorni da questo episodio, quando, una sera passò davanti casa dei miei nonni tanta gente. Donne, bambini, soldati con divise diverse, fuggivano scendendo dalla montagna, correvano sgomenti chissà perché e per dove.

Un militare guardò la nonna con dolcezza come si guarda la mamma, "Ho fame" disse. Fu invitato ad entrare in casa, dovette chinarsi per passare dalla porta tanto era alto, gli fu dato un piatto di tagliatelle con i fagioli e nel mentre la nonna gli porgeva il cucchiaio aveva già mangiato e ringraziando con un sorriso corse via con gli altri.


C'era anche un ragazzo molto giovane, poco più di un bambino, che correva piangendo, scalzo, con i piedi sanguinanti. Il nonno prese un paio di zoccoli di mio zio e glieli fece mettere.


La mamma, con lo sguardo cercava i quattro soldati, non perché voleva gli scarponi, ma perché aveva paura che avessero fatto una brutta fine.


Mentre mia madre (91 anni) mi racconta queste cose, sospira.... (era il giorno che bruciarono Vinca).


Il baracchin d'l Paroloun non c'è più, intorno è tutto verde di scope, ginestre, ginepri, ontani, è il regno di cinghiali, caprioli...


La storia che ho raccontato è ormai lontana, ma è passata proprio da qui, da Gorfigliano.




Scritta da Maria Assunta Torre, a cura di Alessandro Ferri