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Le Streghe di Soraggio

Torna tra le nostre pagine il famoso scrittore garfagnino Andrea Campoli. Questa volta l'autore ci racconta una storia vera risalente, addirittura, al 1605. Il documento è stato rinvenuto nella Vicaria di Camporgiano



                                    LE STREGHE DI SORAGGIO              

                              

                              In secolare documento estense

Di Valle Soraggio raccontata storia

Tutta vera d’antica memoria

Di streghi corna e balle immense


Anno del Signore milleseicentosette

Rettore Giovanni chiesa San Martino

Verso Castelnuovo presto in cammino

Da Padre Lorenzo con varie cosette


Il molto agitato rettore Giovanni

Racconta a Lorenzo inquisitore

Sfogando rabbia con triste dolore

Di quattro streghi e malefici danni


Sessanta casi almeno di stregoneria

Perpetrati contro persone maleficate

Con questi occhi visto figure spiritate

Caro Padre bisogna fermare sconceria


Fece nome di Lucrezia moglie di Biagio

Joacopino e Maria da Brica paese

Maria vedova di Francesco in quel mese

Accusati inquisiti per estirpare contagio


Padre Lorenzo rimane perplesso

Chiede di fornire ulteriori indizi

Esser sicuro prima d’estensi uffizi

Prete racconta rapito in amplesso


Sono parenti di malefiche persone

In grado d’altissima stregoneria

Testimoni confermeranno ragioneria

Torni pace eliminando cagione


Questi quattro streghi di Soraggio

Incontrando prete abbassano sguardo

Colpevolezza come scoccare dardo

Molto altro inquisitore appannaggio


Metton paura alle pie donne paesane

Subiscono in continuazione esorcismi

Emettono preghiere alte grida isterismi

Queste belle devote donne nostrane


Padre Lorenzo Lunardi convinto

Il tre luglio in canonica Soraggio

Rettore Giovanni Paninius saggio

Sfilar gruppo testimoni intinto


Anastasia accusa strega Lucrezia

D’esser chiamata dai sui figli la notte

Non risponde perché fuori con frotte

Di streghe in giro come grande milizia


Lucia moglie di Francesco bricatese

Dice Lucrezia m’ha toccato gamba

Otto mesi posseduta cosa stramba

Dal demonio salvata laudi chiese


D’Andrea Giovanni moglie Antonia

Racconta d’aver sentito Jacopino

L’anima è spedita disse piano pianino

L’ho sentito bene non fandonia


Giovane Jacopino chiodo piantò

Nel gelso di devota Francesca

Fattura alla figlia presa da esca

Nel bosco bella fanciulla invitò


Giuliano falegname di Metello

È certo d’aver la moglie affatturata

Incontrando Maria è molto spaventata

Sente dolore non prende più pisello


Anche Battista pastore della Rocca

Accusa tutti quanti i quattro streghi

Sua figlia di due anni questi strateghi

Volevan rapire come riempire brocca


Padre Lunardi manda l’epistolario a Modena

Rispondono che non sono troppo convinti

Richiedono testimonianze per decifrar labirinti

Non si possono ancora bruciar nell’arena


Per paura di fuga immediatamente catturati

Arrestati e condotti a Modena via Frassinoro

Santa Inquisizione imprigionò tutti quanti loro

Inquisitore Serafino Borra visitò paesi indagati


Ulteriori informazioni raccolte in tragitto

Un soldato vide le due Maria in vicenda

Accusarsi di guarire ammalati da tremenda

Morte vera scaturito in parole conflitto

In groppa caprone verso Pradarena

La notte stellata chiara in piena luna

Streghe a convitto foresta raduna

In patrie galere estensi servita cena


Il ventun luglio stesso anno del Signore

Padre Serafino Borra si trova a Brica

In Garfagnana per indagare disbriga

Matassa ingarbugliata di leso onore


Spunta una lettera di tale Giovanni

Mette in luce piena fatti censurati

Padre inquisitore atti incriminati

Scopre non veritieri questi affanni


Reverendissimo Padre Inquisitore

Porto a conoscenza vostra signoria

Che poveretti Soraggio portati via

Per malignità prete di bugie cultore


Questi quattro accusati stregoneria

Hanno scoperto le devote donne

Darsi piacere col prete alzando gonne

A piena voce dire a vostra signoria

Le testimoni costrette dal prete

Ad accusare persone cristiane

Togliete accuse di fatto balzane

Liberateli tutti intatti come crete


A Modena cominciati interrogatori

Vessati derisi duramente torturati

Corda appesi fortemente strattonati

Fratture di arti in oscuri parlatori


L’anziana Maria perse vita in carcere

Non resse prigionia e torturazione

Morì innocente senza un’orazione

Maledicendo Rettore fin dentro viscere


Gli altri tre a torture sopravvissero

Niente e meno di niente confessarono

Varie penitenze loro comminarono

Esiliato due anni Iacopino a bischero


Senza lettera Giovanni pecoraio

I quattro avrebbero toccato pira

Alle fiamme un dopo l’altro in fila

Estirpavano eretici streghi in focolaio


Un anno ciascuno a donne toccò

Lontane da casa campi marito e figli

Per Don Giovanni iniziarono perigli

Pentimento in forma bastone arrivò


Mariti e figli giustiziarono curato

Calci nelle palle pugni in faccia

Disse messa con evidente traccia

Più d’una volta ferito bendato


Miglior sorte non trovarono pie donne

Messe al bando additate tagliati capelli

Bastonate forte da mariti figli e fratelli

Bollenti ardori scemarono sotto le gonne


Bastava parola fuori schema detta

Nove milioni di persone al rogo

In cinquecento anni di duro giogo

Santa Inquisizione da Papi protetta


Bruciarono amici e nemici invadenti

Chi pretendeva voleva minacciava

In quattro balletti in fiamme si trovava

Con benedizione di tutti i credenti


Questa è una triste vera storia

Anni bui di contorta religione

Perseguiva interessi santa inquisizione

Nessuno racconta infelice memoria

Andrea Campoli