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Monte Pisanino (via normale)

Se la Pania della Croce è la Regina delle Apuane, il Pisanino - il cui nome deriva da una delicata leggenda - non può che esserne il Re incontrastato. E’ infatti, con i suoi 1947 metri, la vetta più alta della catena, e con la maestà degna solo di un sovrano, il Pisanino non si “mischia” con le altre vette, standosene in disparte rispetto allo spartiacque principale, infine l’ascesa non è semplice da nessun versante, presentando tratti molto esposti che richiedono molta attenzione.

Tra le vette affrontate il Pisanino è senz’altro quello che fino ad ora mi ha fatto capire, fin dai primi passi, che il padrone era lui…ma chiariamo subito Re Pisanino non è un orco cattivo! Va solo affrontato con attenzione, prudenza e ottime condizioni meteo.

In occasione della nostra ascesa siamo saliti e ridiscesi dalla via normale del Canale delle Rose, senz’altro più semplice rispetto al sentiero della Bagola Bianca.


Il nostro itinerario inizia dalla Val Serenaia (conosciuta anche come Orto di Donna), stupenda valle orlata dalle maggiori vette apuane, da cui ha origine il Serchio di Gramolazzo. La Val Serenaia è raggiungibile da Piazza al Serchio seguendo le indicazioni per Gramolazzo e quindi per Orto di Donna-Val Serenaia (svoltare a sinistra prima della galleria di Minucciano), o da Pieve San Lorenzo. Fare molta attenzione, in caso si salga in giorni lavorativi, ai camion carichi di marmo che scendono da Orto di Donna.


Lasciamo la macchina qualche centinaio di metri dopo il rifugio Valserenaia, in corrispondenza di un marcato tornante (m. 1068) nei pressi del quale è stata attrezzata un’area per campeggio. Da qui imbocchiamo il sentiero CAI 178 che all’inizio attraversa una bella area pic-nic attrezzata con tavolini e panchine. Passiamo quindi vicino ad una baita ristrutturata di recente (Baita Italia) e quindi iniziamo la salita immersi in secolari faggete. In questa prima parte il bosco è abbastanza fitto. Incontriamo quindi il sentiero CAI 180 (proveniente sempre dalla Val Serenaia) e continuiamo il cammino sul 178.

Pian piano il bosco diventa più rado e ci permette di ammirare il Pizzo d’Uccello in tutta la sua eleganza, gli aspri Zucchi di Cardeto ed il Pisanino, nostra meta. Attraversiamo alcuni piccoli risalti di roccia (attenzione in caso di roccia bagnata o di ghiaccio, che, è bene ricordarlo, può essere presente anche senza neve) ed alcuni enormi massi, che sembrano provenire da possenti sconvolgimenti avvenuti, chissà quanto tempo fa, sugli Zucchi di Cardeto.

Costeggiamo il versante ovest del Pizzo Altare e quindi incontriamo il sentiero CAI 179 che proviene dal nuovo rifugio Orto di Donna. In breve giungiamo alla Foce di Cardeto (m. 1680), una stretta e suggestiva insellatura rocciosa, posta tra il Pizzo Altare e la prima gobba del M.Cavallo, che mette in comunicazione la Valle dell’Acqua Bianca con la Val Serenaia. E’ passata circa un’ora e quaranta da quando siamo partiti ed il panorama è già fantastico.


A questo punto, seguendo sempre il sentiero CAI n° 178, che qui corre in comune col 179, scendiamo per circa 200 metri sul versante Acqua Bianca, fino ad incontrare sulla sinistra una traccia segnata in azzurro (presente una scritta “M.Pisanino” quasi invisibile però per chi proviene dalla Foce di Cardeto) e con radi pallini biancorossi: è l’inizio del sentiero di vetta per il Pisanino. Iniziamo a percorrerlo, costeggiando gli scoscesi e ripidi versanti degli Zucchi di Cardeto.

La prima parte del percorso (sotto il Pizzo Altare) è caratterizzata da una salita non ripida e da un’esposizione moderata, esposizione che aumenta soprattutto in alcuni traversi sotto il Pizzo Maggiore: qui serve veramente una grande attenzione ed una totale assenza di vertigini, visto che il tracciato è molto stretto e sotto di noi c’è un precipizio di svariate centinaia di metri.


Attraversati gli Zucchi giungiamo a Foce Altare (m. 1750), posta tra gli Zucchi e la vetta del Pisanino. Proseguiamo lungo il sentiero di vetta e, sempre facendo molta attenzione, ci inoltriamo nel ripidissimo Canale delle Rose che percorriamo faticosamente. Il Canale è interamente ricoperto di paleo e roccette piuttosto instabili, ed anche se l’esposizione non è eccessiva, è sempre necessaria una certa attenzione.


Arriviamo finalmente sulla cresta sommitale del Pisanino: la vetta dista solo 100-150 metri ed il panorama che si para di fronte a noi è favoloso. Percorriamo il filo di cresta con attenzione e finalmente giungiamo sulla cima del Re Pisanino: sono passate circa 3 ore e mezzo da quando siamo partiti dalla Val Serenaia.


La soddisfazione è enorme ed il panorama ci ripaga di tutte le fatiche: abbiamo trovato una giornata eccezionalmente limpida! Sono ben visibili Elba, Capraia, Gorgona e Corsica; a nord-ovest si vedono le vette imbiancate delle Alpi Marittime, mentre oltre l’Appennino si intravede il grigio della Pianura Padana da cui spuntano le Alpi innevate. Sotto di noi, 1300 metri più in basso, occhieggiano il lago di Gramolazzo ed il paese di Gorfigliano.

Dalla vetta del Pisanino la dentellata cresta del M.Cavallo. 

Dopo una doverosa sosta e la consueta firma sul quaderno di vetta posto accanto ad una bella madonnina di marmo bianco, ripartiamo alla volta della Foce di Cardeto, percorrendo la stessa via dell’andata. Sono sempre valide le raccomandazioni precedenti.

Giunti alla Foce, scendiamo di qualche metro sul versante di Orto di Donna, ed invece di prendere il sentiero 178 percorso all’andata, svoltiamo a sinistra sul 179 che ci conduce prima al Bivacco K2 (m. 1520, proprio sotto il sentiero), poi al bel rifugio di Orto di Donna (m. 1500), proprio sotto il Passo delle Pecore e la mole del Contrario. Da qui, per mezzo di una lunga via marmifera che ci porta a toccare anche l’appena ristrutturato Rif. Donegani (m. 1150), torniamo al punto di partenza.


ITINERARIO

Val Serenaia (m. 1068) – sentiero 178 - bivio sent. 180 – bivio sent. 179 - Foce di Cardeto (m. 1680) – bivio sent. di vetta per il Pisanino – sentiero di vetta - Foce Altare (m. 1750) – Canale delle Rose – M. Pisanino (m. 1947) – Canale delle Rose – Foce Altare (m. 1750) – bivio sent. di vetta – sentiero 178/179 - Foce di Cardeto (m. 1680) – bivio sent. 179 – sentiero 179 - Bivacco K2 (m. 1520) – Rif. Orto di Donna (m. 1500) – via marmifera - Rif. Donegani (m. 1150) – Val Serenaia (m. 1068)


SENTIERI PERCORSI

CAI 178 dalla Val Serenaia fino a sotto Foce di Cardeto versante Acquabianca. Breve tratto in comune con il sentiero 179.

Sentiero di vetta per il Pisanino da sotto Foce di Cardeto alla vetta e ritorno

CAI 179 dalla Foce di Cardeto (vers. Orto di Donna) al rif. Orto di Donna. Breve tratto in comune con il sentiero 178.

Via marmifera dal rif. Orto di Donna alla Val Serenaia


DIFFICOLTA’

Val Serenaia – Foce di Cardeto: E

Il cammino si svolge prima in una faggeta e poi tra rocce affioranti. Attenzione in caso di roccia bagnata o ghiacciata.

Foce di Cardeto – Foce Altare – Canale delle Rose – M. Pisanino: EE

Lungo traverso molto esposto, ripida salita nell’erboso Canale della Rose e cresta sommitale. Questo tratto di sentiero richiede un’attenzione costante e una totale assenza di vertigini, visto che l’esposizione è notevole. Sconsigliato assolutamente in caso di roccia bagnata, ghiacciata o con condizioni meteo non buone.

M.Pisanino – Foce Altare – Canale delle Rose – Foce di Cardeto: EE

Valgono le raccomandazioni fatte in precedenza.

Foce di Cardeto – Bivacco K2 – Rif. Orto di Donna: E

Lunga traversata sotto i Monti Contrario e Cavallo. Il sentiero, ben segnato, non presenta particolari problemi. Occhio in caso di roccia bagnata o di ghiaccio.

Rif. Orto di Donna – Rif. Donegani – Val Serenaia: T

Lungo tratto su strada marmifera.


DISLIVELLO

1000 m. circa


TEMPI DI PERCORRENZA

Val Serenaia – Foce di Cardeto: 1 h 40’

Foce di Cardeto – Foce Altare – Canale delle Rose - M.Pisanino: 1 h 40’

M. Pisanino – Canale delle Rose – Foce Altare – Foce di Cardeto: 1 h 30’

Foce di Cardeto – Bivacco K2 – Rif. Orto di Donna: 1 h

Rif. Orto di Donna – Val Serenaia: 40’


Fonte: Quotazero.com