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Sono davvero queste le nostre origini?

 Dalle origini liguro-etrusche del I secolo a.C. all'apparente sottomissione alla Repubblica di Lucca nella fine del XIII secolo; dalla conquista Romana ad opera di Cesare nel 56 a.C. sugli Apuani, all'annessione alla provincia di Massa Carrara intorno alla fine del 1800. 


Queste, le tappe fondamentali della nostra storia comunale, che in un certo senso riescono a creare una sorta di linearità, un percorso temporale che va a braccetto con la storia proposta sui manuali scolastici: un popolo di origine (i Liguri, a cui si affiancarono gli Etruschi), l'invasione Romana (in questo caso operata da Cesare), l'annessione da parte di Repubbliche amministrative o Ducati (ossia la Repubblica di Lucca), e l'inglobazione all'interno di una provincia, che oggi non risulta più essere quella di Massa-Carrara, ma di Lucca.

Siamo tutti d'accordo sull'accettare queste come le nostre effettive origini, da pastori dell'epoca romana a feudi dalla larga autonomia e potere decisionale, in quel periodo che vide Lucca dominare nei nostri territori (e che mai riuscì ad imporre su di noi il proprio pugno di ferro).

Ma se vi raccontassi un aneddoto, le cui fonti sono certe. E se potessimo smentire questa linearità storica, o anche solamente pensarlo, e perché no fantasticare su un diverso andamento degli eventi. Non sarebbe più avvincente?

Oggi voglio raccontarvi di Hasting e Bjorn Fianco di Ferro, che intorno alla seconda metà dell'800 raggiunsero le coste Toscane per saccheggiare i nostri territori. Un viaggio, il loro, che partì nell'855, e che li vide attraversare tutte le coste del Mar Mediterraneo: dallo stretto di Gibilterra, in cui giunsero nell'859 a bordo delle loro 62 "snekke" (imbarcazioni di piccole dimensioni adatte soprattutto a risalire i fiumi), al delta del Rodano, nell'860, per poi giungere nell'861 sul suolo "italiano" (tra virgolette, perché ricordiamo che l'unità d'Italia avverrà esattamente mille anni dopo) per compiere razzie, azione tipica della loro cultura.

Piuttosto sicure sono le fonti a cui abbiamo fatto riferimento, ossia gli Annales Bertiniani e la Translatio s. Filiberti di Ermentario, seppur poco esaustive.

Relativamente all’anno 860, negli Annales viene scritto che “i Danesi (Dani), i quali erano stati nella regione del Rodano, arrivano in Italia e catturano, saccheggiano e devastano Pisa e altre città”.

Altrettanto sintetico, ma meno specifico, è Ermentario nell’863, che nella Translatio scrive che i Vichinghi “[…] vanno oltre la Spagna, [e] il fiume Rodano, spopolano l’Italia”. Un accenno talmente vago che lascia supporre che Ermentario abbia ricavato la notizia da una trasmissione orale comune.

Queste due fonti possono essere integrate dalla più tarda "Vita Donati", un’anonima agiografia (letteratura relativa alla vita dei santi) dell'XI secolo dell’irlandese Donato, vescovo di Fiesole durante il IX secolo, nella quale viene riportato il saccheggio della città da parte dei predoni nordici che, tra le altre cose, comportarono la distruzione dei documenti relativi ai privilegi della chiesa di Fiesole (ma questa, è un'altra storia).

Possiamo quindi dedurre che, tra l'estate e l'autunno dell’861, i Vichinghi abbiano compiuto razzie e saccheggi per alcuni mesi, partendo da Pisa e risalendo fino a Fiesole, per poi riprendere il mare, presumibilmente dopo aver passato l’inverno a cavallo tra l'861 e l'862 nel loro campo base, la cui posizione, purtroppo, non è precisata nelle diverse fonti.

Ed è su questo punto, che la nostra fantasia deve sconfinare. E se il loro campo base fu organizzato nelle coste Carrarine e Massesi? E se avessero valicato le montagne per poi trovarsi di fronte alla sconfinata pianura Lucchese, da dove magari è partita questa grande razzia nelle zone Pisane e Fiesolane? E se quel campo base fosse poi diventato una colonia, la quale di fatto avrebbe sancito la loro effettiva influenza sul nostro popolo, che a stretto contatto si trovava con le zone Massesi?

Certo, il fantasticare non fa la storia, su questo siamo tutti d'accordo. Ma l'aver messo in discussione, anche solo per un attimo, le nostre origini... Non è affascinante? Gorfigliano, e in scala maggiore Minucciano, hanno davvero visto con i loro occhi i Norreni, quelli che le leggende descrivono come selvaggi giganti dalla forza spropositata e dall'eccessiva indole guerriera?

Sarebbe fantastico poter avere una risposta, la quale magari possa ribaltare tutte le concezioni che abbiamo di noi stessi, e perché no, permetterci di conoscere ancora più a fondo la nostra storia.

Perché se le cose fossero effettivamente andate in quel modo, la risposta a tanti interrogativi sta dietro l'angolo...


Giorgio Ferri